mercoledì 24 agosto 2011

La morale degli scacchi (1786)

Benjamin Franklin è stato uno scienziato e politico statunitense del XVIII secolo. Fu uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti e tra i protagonisti della Rivoluzione americana.
Era un grande appassionato di scacchi, un aneddoto racconta che una sera giocò fino a notte fonda, e aveva mandato a prendere delle candele per non dover interrompere la partita, quando gli fu risposto che il sole era già sorto da tempo. Qui sotto di seguito la sua "morale degli scacchi".


Il gioco degli scacchi non è solo un ozioso passatempo. Diverse e importantissime qualità della mente, utili nel corso della vita umana, possono essere acquisite o rafforzate con questo gioco, fino a diventare abitudini, pronte in ogni occasione. Perché la vita stessa è in un certo senso una partita di scacchi, in cui spesso abbiamo dei punti da guadagnare e degli avversari o competitori da affrontare, e in cui c'è una gran varietà di eventi positivi e negativi, che sono per certi aspetti risultato della prudenza o della mancanza di essa.
Dunque giocando a scacchi possiamo imparare.
Benjamin Franklin

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